Del buon uso delle crisi di Christiane Singer

Far Buon Uso delle Crisi

Del buon uso delle crisi è un libro di Christiane Singer pubblicato da Servitium Editrice nella collana Quaderni di Ricerca e presenta cinque conferenze tenute dall’Autrice in diversi Paesi dell’Europa. Ognuna di esse meriterebbe una recensione, mi limiterò a riassumere quella che richiama il titolo della raccolta: FAR BUON USO DELLE CRISI.

Sono grato a Maurizio per avermelo donato e con altrettanta gratuità ve lo presento, con l’augurio che molti di voi lo leggano e possano trarvi motivo di ispirazione.

«Nel corso della vita ho raggiunto la certezza che le catastrofi servono ad evitarci il peggio. E il peggio … è proprio aver trascorso la vita senza naufragi, essere rimasti alla superficie delle cose…»

Cosa significa allora far buon uso delle crisi? Per Christiane Singer  le crisi, «in mancanza di un maestro, quando non ce n’è uno a portata di mano” possono diventare la porta di accesso al nostro bisogno più profondo, quello di spiritualità. Viviamo un’esistenza spesso ancorata a condizionamenti sociali e a falsi bisogni che ci sviano dalla ricerca di senso, di contatto con l’anima e con lo spirito. «Siamo tutti specialisti … del divertissement, come direbbe Pascal»

Non bisogna però commettere l’errore di pensare che la crisi sia parte integrante della natura umana, l’Autrice ci avverte infatti di come l’ antropologia abbia messo in luce l’importanza delle iniziazioni, riti di passaggio diversi da cultura a cultura, ma che hanno un unico scopo: «mettere l’iniziato in contatto con la morte, farlo morire secondo il vecchio principio muori e diventa».

Certo, quando siamo immersi nella crisi, sopraffatti dal dolore e dalla ricerca di senso per quanto ci è capitato sono questi i sentimenti che prevalgono. Eppure quando vediamo la crisi in retrospettiva il senso ci appare, ne cogliamo il valore e il significato, di cosa ha rappresentato per il nostro cammino.

Per Spinoza la paura della morte è il fondamento di tutte le nostre paure: di non essere all’altezza, di non essere accettati, di non diventare ciò che siamo chiamati ad essere nel pellegrinaggio della nostra esistenza. Il Conosci te stesso per i nostri antenati era anzitutto il riconoscere la nostra finitudine ed in ciò la possibilità di scoprire il senso autentico del nostro essere al mondo: «In una società in cui tutto è cancellato, in cui non sono indicate le vie per entrare nel profondo, resta soltanto la crisi per poter infrangere questi muri attorno a noi … La storia più straordinaria, che le simboleggia tutte, è per me quella di Giobbe …».

Giobbe che dopo aver perso tutto, che dopo aver inveito contro Dio perché gli dicesse la ragione ed il motivo di ciò che per lui era inspiegabile. E quando tutto sembra perduto Dio risponde, non direttamente dice l’Autrice: «Dio parla degli uccelli e degli alberi; del cielo e della terra; Dio parla del mare, dell’oceano e delle spiagge … ».

Diversi anni fa mi venne proposto un esercizio di meditazione: seduto sulla sedia mi venne chiesto di osservarmi guardandomi dal tetto della casa di fronte, poi dalla collina, dal monte, dal cielo, dalle stelle; per me, così poco umile, significò provare quanto ero piccolo nel disegno infinito dell’universo: oggi vorrei che fosse il riconoscimento di farne parte, con meraviglia e gratitudine.

E Giobbe disse: «Dio mio ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora ti ho visto … E Giobbe è un altro uomo. A partire da quel momento, per una sorte di ironia divina, tutto gli viene restituito, perché egli non ha più bisogno di niente».  « So bene – dice Christiane – che questo può assumere una colorazione insopportabile quando ci si trova in una fase di disperazione; ma è incredibilmente bello fermarsi nel corso del cammino, guardarsi indietro e dire: Ma sì, è vero!».

DIVENTARE VIVI

Conferenza tenuta durante il Forum di Lione “Diventare vivi», ottobre 1995

Il linguaggio di Christiane Singer ci apre delle prospettive, ci svela qualcosa che è nel nostro profondo; lo scuote e lo risveglia. Un linguaggio che parla all’anima e alla coscienza del nostro essere umani, ne è un esempio DIVENTARE VIVI (Conferenza tenuta durante il Forum di Lione “Diventare vivi”, nell’ottobre del 1995): “Ma perché divenire vivi? Non lo siamo forse? Amici, c’è una cosa che dimentichiamo spesso …: che per DIVENTARE VIVI occorre il NOSTRO CONSENSO! …Per e-sistere bisogna uscire dall’ombra. Senza questo slancio VERSO non c’è esistenza».

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